Ludovico Savioli

1795 A indice:Amori_(Savioli).djvu Raccolte di poesie letteratura Amori Intestazione 27 dicembre 2010 101% Raccolte di poesie}}{{Nota disambigua|Amori

<dc:title>Amori</dc:title> <dc:creator opt:role="aut">Ludovico Savioli</dc:creator> <dc:date>1795</dc:date> <dc:subject>Raccolte di poesie</dc:subject> <dc:rights><a href="http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/deed.it">CC BY-SA 3.0</a></dc:rights> <dc:rights><a href="http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html">GFDL</a></dc:rights> <dc:relation>indice:Amori_(Savioli).djvu</dc:relation> <dc:identifier>http://it.wikisource.org/w/index.php?title=Amori_(Savioli)/XVIII_-_All%27Amica_inferma&oldid=809264</dc:relationship> <dc:revisiondatestamp>20110416215209</dc:revisiondatestamp> http://it.wikisource.org/w/index.php?title=Amori_(Savioli)/XVIII_-_All%27Amica_inferma&oldid=809264

20110416215209

Ludovico Savioli - Amori
XVIII - All'Amica inferma
â—„   XVII - Le Fortune XIX - Alla Nudrice   â–º

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Odi, i momenti volano,
     Odi una volta, e cedi.
     Ohimè! gli Dii ti perdono
     4Se in Esculapio credi.

E l’erbe indarno, e i farmachi
     In tuo favor prepara;
     Tue labbra indarno chieggono
     8La pia corteccia amara.

Lasso! una Furia immobile
     Veglia alle porte, e grida;
     L’altre d’infami aconiti
     12Colman la tazza infida.

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Morte l’offerta vittima
     Impazíente affretta.
     Trema: il tuo capo, o misera,
     16È sacro alla vendetta.

Và; con promesse, e lagrime
     Stanca la tua Diana;
     Offendi il casto imperio
     20Con servitù profana.

Altro giurasti: intesero
     Per danno tuo gli Dei.
     Lo sa Diana. Il Tartaro
     24T’avrà, se mia non sei.

Essa al figliuol di Venere
     Turbar non osa il regno;
     Anzi il difende, e il libera,
     28Il serve, e n’è sostegno.

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Mentre Cidippe affidasi
     Alle devote soglie,
     Si vede a piè discendere
     32L’aurato pomo, e ’l coglie.

O Dea, sarò d’Aconzio;
     Ardito Amor vi scrisse.
     Vide l’incauta vergine,
     36Sarò d’Aconzio, e il disse.

Del giuramento incognito
     Indarno il cor si dolse.
     Giurato i labbri aveano;
     40Diana il voto accolse.

L’accolse. Invano i talami
     Altro imeneo chiedea:
     Febbre crudel vietavali,
     44E il petto infido ardea.

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Ah se ad uguale ingiuria
     Dar pena ugual ti piace,
     Compi l’antico esempio,
     48Gran Diva, e accorda pace.

Pace: d’Amor la gloria
     Serba: costei si pente.
     Partite, o febbri indomite,
     52Dal bel corpo languente.

E tu, che incerta e tacita
     Lasci a’ sospiri il corso,
     O da terror derivino,
     56O pur dal tuo rimorso;

Deh con più fido augurio
     L’ignuda destra porgi,
     Rompi il crudel silenzio,
     60E morte inganna, e sorgi.

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Qual speri onor, se all’Erebo
     Discendi ombra spergiura?
     Quai voti allor ti salvano
     64Dalle roventi mura?

Pria d’una vita inutile
     Pietoso il ciel mi privi;
     Poscia gli Dii ti rendano
     68Le tue promesse, e vivi.

â—„   XVII - Le Fortune XIX - Alla Nudrice   â–º